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La diagnosi dinamica e il test di Rorschach

Un'accurata valutazione psicodiagnostica è essenziale per l'avvio del processo di cura.

 

La valutazione si effettua mediante l'intervista anamnestica e  il colloquio clinico, con l'ausilio – non sempre e non necessariamente – di test, questionari, proiettivi. I risultati dei test vanno considerati come elementi che concorrono a definire il quadro di personalità dell'utente.

Per l'avvio di una psicoterapia è essenziale arrivare a formulare la diagnosi dinamica, che riguarda  le caratteristiche generali della personalità - comportamentali, relazionali, emozionali - e le dinamiche che regolano il “ mondo interno “ del paziente ( presenza di conflitti, tipologia dei meccanismi  psicologici di difesa messi in atto, solidità o meno delle funzioni dell'Io,etc.)

 

Strumento privilegiato in questo senso è il test di Rorschach.

Ideato da Hermann Rorschach nel corso di molti anni di lavoro e dato  alle stampe  dopo molte difficoltà nel 1920, solo dopo la morte dell'autore conobbe il riconoscimento che meritava. Oggi viene considerato il test proiettivo di maggiore  rilievo scientifico.

Il Rorschach è uno strumento complesso,che non si presta a semplificazioni, la divulgazione manualistica lo priva di significato e spessore. Consente, mediante l'analisi delle risposte – reazioni  allo stimolo presentato dalle 10 tavole che lo compongono, l'esplorazione di disposizioni e atteggiamenti di tipo conscio e inconscio.

Potrebbe essere definito  come  “studio sui modi di percezione “: l'esito dell'atto percettivo è considerato funzione di una serie complessa di  fattori di ordine intellettuale, culturale, emozionale, stratificati dinamicamente nel soggetto nel corso della sua storia.

L'assunto teorico che ne è alla base deriva dagli studi sulla percezione visiva “reinterpretati” alla luce della prospettiva psicoanalitica, in particolare del ruolo e del significato  del meccanismo della proiezione.

L'approccio interpretativo al test è sia nomotetico, cioè indirizzato alle caratteristiche formali delle risposte, sia idiografico, cioè rivolto agli aspetti contenutistici. I criteri formali, strutturali e contenutistici vanno a costituire nel loro insieme la “siglatura” del test.  Inoltre una ricca serie di variabili accessorie  contribuisce ad arricchire ed approfondire l'interpretazione