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La psicoterapia di gruppo

Trattando di terapia di gruppo è d'obbligo almeno un riferimento a quei medici che all'inizio del '900, negli U.S.A., ebbero l'idea di riunire in gruppo pazienti (malati di tubercolosi, indigenti, che non potevano permettersi spese sanitarie) al fine di consentire loro di condividere problemi di tipo emotivo.
Favorire la condivisione costituisce anche oggi lo scopo di iniziative di gruppo per pazienti affetti da malattie croniche o invalidanti, per i parenti e care-givers, in senso generale  per persone accomunate da un medesimo grave problema.

 

In ambito psicoanalitico la psicoterapia di gruppo ha iniziato a svilupparsi attorno agli anni '30 ad opera degli psicoanalisti anglosassoni, primi in Europa.

Qualche riferimento teorico puo' far intendere come in questo tipo di gruppo, pur fondato sulla condivisione delle problematiche,  gli scopi  sono piu' ampi, intendono promuovere e rafforzare i processi individuativi nel confronto Io- mondo.

Il conflitto individuo-società è ricorrente nel pensiero di Freud, che, soprattutto nel saggio “Psicologia della masse e analisi dell'io” vede contrapposte la soddisfazione istintuale dell'individuo e le necessità sociali. I successori Freud, in particolare tutta la psicoanalisi delle relazioni oggettuali, ha messo in rilievo il ruolo e il peso della dimensione affettiva e relazionale precoce nello sviluppo individuale, ne ha evidenziato anche le ombre, le componenti conflittuali.

Fra i molti analisti che si sono occupati di gruppi merita infine di essere ricordata l'opera di W.  Bion. Sulla base dell' esperienza  condotta con piccoli gruppi istituzionali, ha descritto la complessità dei legami che si instaurano fra i membri del gruppo, fra questi e il loro “leader”, e la genesi di fenomeni particolari, quali quello del “capro espiatorio”.

Come è stato osservato, si tratta di dinamiche  che caratterizzano il rapporto individuo-società, individuo - “norma” sociale, e che si riproducono anche all'interno del gruppo terapeutico;

qui pero', a differenza che negli altri gruppi,  possono essere fatte oggetto di riflessione e di elaborazione, favorendo la maturazione individuale.

Secondo molte testimonianze, non sono molte le controindicazioni alla terapia di gruppo, anche se possono sussistere remore legate a fattori socio-culturali.

Per una caratteristica “generazionale” che vede i giovani  disponibili e a loro agio nella situazione gruppale, la terapia di gruppo potrebbe essere particolarmente  indicata per giovani adulti con problematiche di tipo evolutivo.